Pensate a un severo mastro pasticcere che ogni notte rinnova con orgoglio un’arte antica.
Che agli aromi sintetici preferisce la fragranza naturale del grano e della vaniglia. Che crede ancora
nella lentezza della lievitazione naturale e nella differenza dell’acqua di sorgente. Che alla margarina preferisce il burro, e ai conservanti la freschezza quotidiana.
Poi immaginate lo zucchero a velo che sfiora le vostre labbra e vi invita al piacere dei sensi.
Le millefoglie che si disfano in bocca, la morbidezza delle brioches appena sfornate, il gusto
di fritti leggeri gonfi di crema pasticcera. E le meringhe delicate, i pasticcini sormontati
da uno sbuffo di panna fresca, le torte umide di farcitura coperte di finissimo cioccolato.
Ora aprite gli occhi, e venite a vedere se è ancora vero.